la recensione
Napoli-Pozzuoli uscita 14
Prendete Camilleri. Fatelo diventare di sesso femminile e ringiovanitelo di una sessantina d’anni. Trasferite tutta la baracca da Vigata a Napoli. E, ovviamente, trasformate l’italo siciliano in italo napoletano. Fate secco Montalbano, che sinceramente comincia a perdere un po’ di colpi e trasformatelo nel Commissario Martusciello (oltretutto sposato con una figlia grande!). Levate di mezzo anche Mimì Augello e chiamatelo Arcangelo Liguori. Il risultato è un delizioso noir da gustare da cima a fondo. I personaggi, i luoghi, le situazioni sono tutti intrisi da una spontaneità, da una freschezza nella narrazione che fanno dimenticare qualche piccola ingenuità forense, ma giusto io posso notarle: il lettore medio nemmeno se ne accorgerà. Godetevi questo libro e accogliete nell’Olimpo dei giallisti italiani Patrizia Rinaldi, se lo merita!
Il commissario Vincenzo Martusciello della polizia di Napoli ha la camminata tozza da “ciuccio” di paese, si nasconde spesso dietro proverbi scontati e parla un dialetto strascicato. L’ispettore Arcangelo Liguori è un raffinato, fa indagini come se fossero uno sfizio e si contrappone al commissario con gran divertimento. Entrambi saranno trasferiti a Pozzuoli perché una giovane donna è stata uccisa e sembra che il colpo sia partito dalla pistola di un poliziotto… Dall’omicidio si aprono varie piste, piene di sospetti e di trame segrete. Intenzioni diverse, punitive o conniventi, si incontrano nel tentativo di rintracciare pezzi di storie, “compari” di malefatte e persino il senso di ciò che è accaduto.
Dario Flaccovio Editore
Anno: 2007
Pagine: 192
Prezzo: € 13,00
ISBN: 978-88-7758-754-9


