Mag
4
Oh finalmente! La volevate? Eccola qui.
Immagino che tra un po’ l’Italia sarà il paese con il più alto numero di criminologi per abitante…
Mag
2
intervista su dol’s.net
Category: Considerazioni |
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Apr
30
ATTENZIONE
Category: Senza categoria |
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I furbi che hanno preso l’abitudine di attingere da qui a piene mani senza citare le fonti, sappiano che ho intenzione di controllare a tappeto i vari “furti”. Ho già fatto togliere della roba mia da un sito che se ne era appropriato senza nessun riconoscimento, per questa volta non procedo per vie legali, ma ho intenzione di farlo se queste persone non tolgono tutta la MIA roba dai loro siti, altrimenti mi rivolgerò alla polizia postale per violazione di copyright.
Apr
11
“Fans” del crimine?
Category: Considerazioni |
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Mi capita sempre più spesso di trovare siti web e articoli di giornali e riviste in cui si legge, ad esempio “libro ideale per i fans del crimine” o “gli appassionati di serial killer”. Qualcuno mi ha addirittura scritto “ciao, ho trovato il tuo sito perchè sono un fan di Jefrrey Dahmer”. Dico, ma siamo impazziti? FANS DEL CRIMINE? E’ davvero necessario che specifichi che le finalità del mio sito sono la PREVENZIONE del crimine e la messa in guardia delle potenziali vittime? Cosa c’è da ammirare in chi causa morte e dolore? Ma nessuno di questi fans ha mai provato a mettersi nei panni della vittima o dei familiari? Non li hanno figli, mamme, papà e amici a cui potrebbe capitare di essere vittime di qualcuno dei loro idoli?
Poi quando vedo che anche in Italia ci sono in vendita le magliette con le facce dei serial killer allora penso che il mercato va davvero dove tira il vento e non guarda in faccia nessuno. La fiction tv ci ha talmente desensibilizzati che anche gli omicidi veri fanno parte dello spettacolo. Chi si impressiona più vedendo l’ennesimo morto al telegiornale, che non risparmia i particolari più atroci? Chi non colpevolizza la vittima dicendo “eh, ma se stava più attenta non succedeva?”. Ho letto una lettera di un lettore di un quotidiano che rivolgendosi alle mamme di Angela Celentano e Denise Pipitone diceva “vi lamentate delle istituzioni che non fanno niente per ritrovare le vostre figlie, ma la colpa è vostra che le dovevate controllare con più attenzione”. Come se queste cose non potessero succedere a chiunque. Ma lo sapete che a un pedofilo per rapire un bambino bastano 30 SECONDI di distrazione di un genitore? Non lo dico io, l’ha detto in un intervista uno dei peggiori pedofili mai esistiti. Avete presente la difficoltà di controllare assiduamente un bambino che gioca?
Va bene, anch’io ho parlato di serial killer, ma non certo per il FASCINO che per qualcuno hanno, ma per far capire alla gente che alla perversione umana non ci sono limiti e CHIUNQUE può trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Andatevi a leggere la storia dei due sk fratelli. Una sera mi sono trovata nella stessa identica situazione di una delle vittime: da sola in un parcheggio non bene illuminata con la bambina. Mi è tornata in mente la storia e sono sbiancata, mi sono scaraventata in macchina chiudendo le sicure e me la sono filata. Sì, certo, io sono paranoica, tanto è vero che sto pensando di comprare il tracker satellitare per la bimba, costi quel che costi. Ma che i delinquenti ci sono e sono veri non me lo sto sognando.
Cari i miei fans del crimine, avete mai provato a tagliarvi accidentalmente? Certo, capita a tutti. Avete quindi presente il dolore che trapana il cervello. Allora, provate per un secondo a immaginarvi quello che prova una vittima di un accoltellamento. Vi affascina ancora il crimine? Provate a immaginare un vostro familiare al posto di una delle vittime di un serial killer. Ve la volete comprare ancora la maglietta? Se sì, fate il piacere: chiudete questa pagina web e NON CI TORNATE PIU’.
Apr
8
Rilevamento delle impronte di scarpe dalla pelle umana: una ricerca sperimentale.
Category: Scienze forensi |
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Di: Thomas W. Adair Westminster Police Department, Crime Laboratory, Westminster, CO.
Michael Dobersen Coroner, Medical Examiner, Arapahoe County Coroner’s Office, Centennial, CO
Fonte: Journal of Forensic Identification, Vol 56, N° 3, maggio-giugno 2006 su www.crime-scene-investigator.net
Traduzione e adattamento di Chiara Guarascio
Nell’agosto del 2004 gli autori hanno condotto degli esperimenti controllati su un cadavere umano per determinare se le impronte di scarpe polverose o sporche potessero essere rilevate dalla pelle umana mediante l’utilizzo di un “lifter” (rilevatore) elettrostatico di impronte. Tutti gli esperimenti sono stati condotti nell’ufficio del Coroner della Contea di Araphahoe a Centennial, Colorado.
I lifter elettrostatici (ESDL) sono usati di solito durante l’esame della scena del crimine per rilevare orme di scarpe latenti (invisibili a occhio nudo) o patenti (visibili) da svariate superfici porose e non. Sebbene vi siano diverse marche e tipi di lifter sul mercato, si può dire che siano tutti accomunati da caratteristiche simili. Gli ESDL utilizzano una corrente ad alto voltaggio per attirare su un foglio metallico le particelle di polvere, comprese quelle che formano l’impronta, da diversi tipi di substrati. Queste unità utilizzano una massa elettrostatica costituita da un foglio, una piastra o una bacchetta in stretta vicinanza con il foglio metallico per produrre la carica elettrostatica desiderata necessaria per l’ottimale trasferimento dell’impronta. Una volta che la sonda elettrica dell’unità entra in contatto col foglio, la carica elettrostatica porta questo a contatto col substrato. Poi viene utilizzato un rullo di gomma per spianare il foglio ed eliminare ogni bolla d’aria. Questa operazione deve essere svolta con la massima attenzione a non smuovere il foglio. Questo procedimento è conservativo, in quanto non danneggia le prove e quindi è considerato idoneo ad essere utilizzato per primo subito dopo i tradizionali metodi fotografici. Naturalmente non è raccomandato per il rilevamento di tracce umide (ad esempio sangue) dalla pelle umana. Alcune giurisdizioni non permettono a chi investiga sulla scena del crimine di mettere in pratica alcun procedimento sui cadaveri senza il permesso del medico legale.
Tovar ha proposto l’utilizzo di un ESDL per rilevare una traccia da un corpo umano. Sebbene i suoi risultati siano stati negativi, le tecniche proposte da questo autore sono simili a quelle utilizzate in questi esperimenti. Ad ogni modo questi sono esperimenti che dovrebbero dare buoni risultati se si parte da un’impronta di scarpa utilizzabile. Questo esperimenti hanno testato le impronte di scarpa; quelle di pneumatici dovrebbero dare gli stessi risultati data la simile natura dell’impronta.
Mar
31
SULLE ORME DEL CRIMINE
Category: Eventi |
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ONAP
OSSERVATORIO NAZIONALE ABUSI PSICOLOGICI
Sulmona (AQ) , 19 Aprile 2008 ORE 08:30 presso l’Auditorium dell’Annunziata
SULLE ORME DEL CRIMINE
“Importanza del Coordinamento Interprofessionale nella Lotta alla Criminalità”
organizzato in collaborazione con International Police Association
Per il programma completo:
Clicca
Gen
21
di Gloria Mazzeo
Il momento ludico, il gioco, il divertimento, possono trasformarsi in minaccia?
In tutte le cose si corrono dei rischi, anche nelle più semplici come camminare: si rischia di cadere e di farsi male. Però, se il cammino non è su strada ed il percorso al quale facciamo riferimento non è concreto, ma metaforico come il percorso della vita, la domanda assume un’altra rilevanza: gli adulti del domani sono i bambini di oggi, ovvietà troppo spesso non considerata.
In un recente lavoro di ricerca empirica ho indagato le motivazioni del comportamento violento (dei bambini) osservando la condotta di una parte della scolaresca in una scuola elementare della periferia di Roma. I dati sono stati raccolti con l’ausilio di questionari studiati ad hoc e somministrati direttamente dagli insegnanti agli alunni delle classi IV e V, dopo una riunione nella quale ho illustrato loro il progetto della ricerca, la motivazione e lo scopo del lavoro.
Gen
13
Gen
10
Di Gloria Mazzeo

Un gioco di parole per indicare un fenomeno di rilevanza nazionale (e non solo) che ha attirato l’attenzione, a volte anche in maniera eccessiva, dei media e che nulla ha a che fare col gioco. Telegiornali e programmi televisivi riportano ormai con una certa frequenza notizie di violenza tra minori, eventi più comunemente noti sotto il nome di “bullismo”. Non mi dilungherò sull’etimologia della parola, sul suo significato più intrinseco, perché basta digitare il termine in un qualsiasi motore di ricerca, che grazie ai potenti mezzi, viene fuori “l’impossibile”.
Vorrei invece riflettere su due fenomeni che in apparenza non hanno a che fare con questo argomento, ma che a mio avviso andrebbero un tantino approfonditi, perché fortemente correlati ad esso.
Mi riferisco a due concetti in particolare:
- l’infantilizzazione dell’adulto;
- l’adultizzazione del minore.
Gen
9

ONAP OSSERVATORIO NAZIONALE ABUSI PSICOLOGICI
Roma, 3 Febbraio 2008
Abbazia delle Tre Fontane Via di Acque Salvie 1
LE LIBERTA’ ILLUSORIE
Culti abusanti e condizionamento mentale
nella società odierna
PROGRAMMA:
Ore 14,30 Iscrizione
Ore 15 Saluto e Presentazione dei lavori: Padre Jacques Brière, Abate di Tre Fontane Patrizia Santovecchi, Presidente Nazionale O.N.A.P
Ore 15,30 Inizio Sessione
Moderatore: Loredana Birocci, docente di religione Nuovi Movimenti Religiosi e Magistero della Chiesa
Alessandro Olivieri Pennesi Docente di “Sette e Nuovi Culti” alla Pontificia Università Lateranense
Tecniche di condizionamento mentale: conoscerle per difendersi
Patrizia Santovecchi Presidente Nazionale O.N.A.P
La vittimologia e il culto abusante
Susanna Loriga Criminologa, docente presso il Ministero di Grazia e Giustizia Vice-Preidente Nazionale O.N.A.P.
Counseling: La relazione di Aiuto con le vittime dei culti abusanti
Stefano Maria Gasseri Counselor Docente di Counseling Spirituale presso la Pontificia Facoltà Teologica “Teresianum” Roma
Ore 17, 30 Tavola Rotonda e Dibattito
Ore 18,30 Fine Lavori e Rilascio Attestati di Partecipazione
Nov
27
ATTENZIONE! I contenuti del post segnalato dal link sono estremamente crudi. Se non volete rovinarvi sonno e appetito (lo dico soprattutto se avete dei bambini) NON lo leggete, ma andate direttamente alla petizione, in cui la situazione è spiegata in modo più edulcorato.
Ci sono due bimbe in una situazione pericolosa e di grave disagio: Fiona e Milla. Vi chiedo quindi un istante per andare nel blog di Massimiliano Frassi al seguente indirizzo:
http://massimilianofrassi.splinder.com/post/14829946
dove troverete il racconto fatto dalla mamma all’Associazione Prometeo. Fatto? Ecco, ora prendetevi qualche altro istante per andare qui e firmare una petizione, e ora…fate girare la voce nei Vostri blog o tra i Vostri amici. Grazie.
Nov
16
Intervista su Radio Alt
Category: Senza categoria |
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Ott
26

Introduzione.
Ai laboratori della polizia e degli antropologi forensi spesso arrivano resti umani ossei di provenienza sconosciuta. I teschi umani sono particolarmente comuni e possono essere il risultato di furti di antichità [1], di saccheggi nelle tombe, di omicidi recenti o di trofei di guerra [2,3,4]. Per esempio, nel 2001 il prof. Steadman ricevette multipli casi di teschi e ossa lunghe, la provenienza e il significato medico legale dei quali erano dubbi. Tra i reperti erano compresi una calotta cranica trovata in una borsa lungo una strada rurale, un cranio trovato in uno stagno, e un cranio quasi completo trovato nell’armadio di un sospettato per droga. Ognuno di questi tre casi avrebbe potuto avere importanza forense, ma solo il possessore putativo dell’ultimo reperto era stato identificato.
Dopo una presentazione di questi e altri casi alla conferenza della New York State Association of County Coroners and Medical Examiners (associazione dei medici legali), venne sollevata la seguente questione: è possibile rilevare le impronte latenti sulle ossa in modo da determinare chi le ha maneggiate? Gli autori erano convinti di sì, ma il problema era: quale metodologia è la più adatta a questo tipo di rilevamento? Non esisteva una letteratura specifica al riguardo, ma furono trovate due relazioni tecniche riguardanti l’esame delle corna dei cervi [5,6].
La parola “latente”, per definizione, significa nascosto e non visibile all’occhio nudo. È quindi necessaria una specifica procedura per evidenziare le impronte digitali latenti e permetterne la visualizzazione e la documentazione. Il tecnico specializzato si trova a dover scegliere la metodologia più adeguata al tipo di superficie dell’oggetto da cui rilevare le impronte [7]. Utilizzare una tecnica sbagliata può risultare nella distruzione delle potenziali prove [8]. La zona corticale delle ossa umane presenta una superficie con caratteristiche uniche e dall’aspetto variabile; in questo caso furono considerati due tipi di superficie ossea: conservata chimicamente e non conservata, che avevano caratteristiche completamente diverse.
Ott
21
Vi segnalo un mio articolo uscito su Criminal Magazine: Sette e culti: l’importanza dell’esperienza personale
1922criminalmagazine.info - Sunday, 21 October 2007
Ott
12
Serata letteraria NOIR
Category: Eventi |
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Set
21

Tratto da http://www.forensicmag.com/
Di Dick Warrington, dicembre 2006 - gennaio 2007
Traduzione e adattamento di Chiara Guarascio
Il personale che arriva sulla scena di un crimine per prima cosa è tenuto a metterla in sicurezza e a proteggerla. Ma quando ci si trova a fronteggiare condizioni climatiche avverse, il nastro di delimitazione da solo non è sufficiente. In questi casi è necessario pensare fuori dagli schemi per trovare sistemi che permettano la preservazione di quante più prove possibile. È necessario ricordarsi che se si trascurano questi accorgimenti, il rischio è quello di perdere tracce importanti. E un caso irrisolto a causa di prove inutilizzabili può portare conseguenze negative anche su chi aveva il compito di salvaguardare la scena del crimine: non bisogna permettere che questo accada.
Ecco alcune strategie che possono essere messe in pratica in caso di condizioni avverse.
Per prima cosa è necessario presentarsi sulla scena del crimine preparati a ogni evenienza, il che significa assicurarsi in anticipo di avere a disposizione tutto l’equipaggiamento necessario. Ancora prima che sorga un problema è importante restare in contatto con la sede centrale, ma anche con rivenditori locali che possano eventualmente rifornire la squadra di qualsiasi cosa che manchi. Magari non sarà mai necessario rivolgersi a un rivenditore o a un magazzino locale, ma è bene comunque prendere accordi e mantenere i contatti.
Altra cosa fondamentale è assicurarsi di avere abbastanza personale a disposizione. Può capitare di sottovalutare il numero di persone necessario a ispezionare una determinata scena del crimine, ad esempio se c’è un sottobosco molto fitto ci vogliono molte persone in fila serrata che lo setacciano, oppure quando si cercano dei proiettili in un’area molto vasta serve una squadra con un metal detector. Il rischio di avere poche persone a disposizione è quello di dover ispezionare la scena del crimine una seconda volta, con conseguente perdita di tempo. Spesso s’impone una collaborazione interforze, proprio per ovviare a questi problemi.
In altri casi il problema principale è quello di avere la disponibilità del materiale adatto a ogni circostanza. Per esempio, ci sono dei casi, come l’esplosione di un edificio, in cui può essere necessaria una ruspa per rimuovere i detriti: se sono stati presi accordi in precedenza con una società di costruzioni edili o con il comune, la procedura sarà più veloce.
Uno dei problemi più comuni è il cattivo tempo. Poniamo il caso del ritrovamento di una vittima di un omicidio in piena notte
all’aperto: arriva la comunicazione che entro un’ora si scatenerà un violento temporale. Le impronte digitali e le tracce biologiche possono andare perdute sotto la pioggia, per cui è necessario agire rapidamente per coprire le tracce. In caso non si abbia a disposizione un tendone, è possibile procurarsene uno tramite una ditta che li noleggia, ma solo se sono stati presi accordi in precedenza e quindi c’è una reperibilità notturna. Altrimenti prima di trovare qualcuno che possa procurare il materiale passa un sacco di tempo, e si rende quindi necessario prendere rapidamente tutto quello che si può e portarlo al coperto, ma così alcune prove possono rovinarsi o andare perdute. Dopo aver coperto la scena bisogna rilevare le tracce e prelevare il materiale probante. Se non correttamente protette, alcune tracce delicate come impronte di scarpe, tracce di copertoni o prove come fibre e capelli possono sciuparsi o perdersi.
Le impronte digitali non sono così delicate come pensano in molti, ad ogni modo è necessario maneggiarle in modo appropriato. Se sta piovendo, non bisogna spostare rapidamente un veicolo prima di rilevare le impronte. È necessario lavorare sulla scena del crimine: rimorchiare un veicolo sotto la pioggia, tra gli schizzi di fango e il grasso dei cavi, significa rischiare di cancellare gran parte delle impronte. Non bisogna nemmeno aspettare che la superficie si asciughi: le macchie che si formano possono interferire nella qualità delle impronte digitali. Ricordiamoci che materiali oleosi e acqua non si mescolano, per cui le impronte digitali rimarranno intatte su un veicolo bagnato.
Ci sono due possibilità per rilevare e prelevare le impronte digitali da una superficie bagnata: l’SPR e la “Wet Print”. La prima è una polvere secca che si mescola con acqua e “Photo Flo”, un agente chimico surfattante usato nello sviluppo fotografico. La soluzione va poi spruzzata sulla superficie bagnata: l’SPR aderisce alle impronte, permettendo di vederle. Poiché la colorazione conferita dall’SPR è grigia, possono servire svariate applicazione per ottenere un’impronta nera. La “Wet Print” invece è una soluzione già pronta. Bisogna spruzzarla, poi sciacquare con acqua e le impronte appariranno. Basta una sola applicazione: l’impronta risulta subito di colore nero. Uno svantaggio di questi prodotti è che non si possono utilizzare sotto 0° C di temperatura perché sono a base d’acqua. Perciò nei mesi invernali, in caso di gelata è necessario sbrinare la superficie da trattare prima di applicarli.
Il calore è un fattore ancora peggiore della pioggia, per quanto riguarda il rilevamento delle impronte digitali. La temperatura
ideale per il rilevamento è tra i 21°C e i 23°C. Quando fa troppo caldo, la sostanza oleosa lasciata dai polpastrelli diventa più sottile, e le impronte saranno più delicate e tendenti a spandersi. Per evitare questo problema, il veicolo sotto esame dovrebbe essere messo sotto una tenda, o comunque al riparo dal sole. Una volta che si è raffreddato si può procedere al rilevamento.
L’analisi della scena del crimine presenta spesso delle vere e proprie sfide. Ma è possibile prepararsi ad affrontarle con un minimo di creatività e di pianificazione. Bisogna sfruttare le risorse disponibili nella propria comunità e capire quali sono i passi da seguire e i prodotti da utilizzare in caso di condizioni avverse. In questo modo è possibile essere pronti ad affrontare anche le cose inaspettate.
Ago
27
Nuovo sito di criminologia
Category: Senza categoria |
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Segnalo il nuovo sito del Dr. Bernardo Ferro, un grande esperto del settore: www.1922criminalmagazine.info
Ago
8
di Mauro Colombo
tratto da http://www.storiadimilano.it/

L’inizio dell’orrore: il caso Perrocchio
Il 26 febbraio 1860 Giovanni Maurier, coniugato con prole, abitante nel sobborgo facente parte della parrocchia di San Cristoforo al naviglio, di professione pittore decoratore presso la Richard ceramiche si presentò negli uffici del Tribunale civile e criminale provinciale di Milano per denunciare la scomparsa della madre Ester Maria Perrocchio, vedova, ultrasettantenne, abitante al secondo piano di un caseggiato, totalmente di sua proprietà, sito in via Santa Marta al n. 10 (2824 della numerazione teresiana).
Inizia così la terribile storia, costellata di agghiaccianti omicidi, di Antonio Boggia, che passerà alla storia come il mostro della via Bagnera.
Lug
27
Dopo due minacce di denuncia, (una non l’ho beccata per un pelo), e chissà quante altre non ancora notificate, ho preso la decisione di omettere dal sito tutti i riferimenti a gruppi, associazioni e sette col coltello dalla parte del manico. Ovvero: tutti. La legge parla chiaro: io, guru, prendo un gruppo di persone, le “imprinto” a dovere e divento il loro Dio. Su di loro ho potere assoluto: economico, sessuale, personale. La legge è dalla mia parte: il reato di plagio non esiste più, sono in una botte di ferro. Invece io, gestore di un sito divulgativo, cerco di mettere in guardia tutti gli altri facendo il nome del suddetto guru o del gruppo/associazione che dir si voglia: mi becco una denuncia per diffamazione e passo il resto della mia vita a pagare il risarcimento. Provo a fare una panoramica della situazione italiana elencando un po’ di nomi e zac, arriva la minaccia di denuncia. Non sono nessuno, al momento, non ho un supporto legale alle spalle, sono una delle poche voci informative e soprattutto non nuoto nell’oro. Che faccio, continuo a lottare contro i mulini a vento rischiando anche l’oscuramento del sito (a proposito, una volta qualcuno ha detto che me lo faceva chiudere se non toglievo un certo articolo. Non l’ho tolto. Mbè?) o limito i danni e metto al corrente le persone delle tecniche di persuasione messe in pratica da questi qua? Per il momento opto per la seconda soluzione, togliendo tre articoli a rischio. E raccomandandovi di stare sempre in campana: il nemico vi osserva.
Lug
25
Scuola di Specializzazione Internazionale in Scienze Criminologiche e Investigative
Category: Percorsi accademici |
8 Comments
Sarà l’Istituto Studi “Formazione d’Eccellenza” a dare avvio per la prima volta a Mantova, al primo Anno Accademico di corso della “Scuola di Specializzazione Internazionale in Scienze Criminologiche e Investigative”.
Questo progetto potrà dare finalmente al panorama nazionale e a tutti coloro che sono interessati, un’opportunità unica e veramente importante di esplorare e studiare il mondo della criminologia e dell’investigazione. Un particolare invito è rivolto alle Forze dell’Ordine e agli Ordini Professionali delle figure che pubblicamente o privatamente svolgono funzioni legate alla Legge e all’evolversi delle dinamiche socio-criminologiche.
La Scuola, di durata triennale ad ordinamento trimestrale, è aperta a tutti coloro i quali sono in possesso di un diploma di scuola media superiore o di un titolo di laurea, siano essi studenti o lavoratori. L’accesso è a numero chiuso per massimo 30 allievi e, benché non sia previsto un test d’ingresso, le domande saranno accettate in ordine d’arrivo entro e non oltre il 30 luglio p.v. (salvo proroghe).



